Nella prima parte dell’articolo abbiamo analizzato quali sono gli obblighi, sia del datore di lavoro che del lavoratore, quando viene fornito un mezzo aziendale non conforme alle norme di sicurezza. Ora vediamo cosa deve fare concretamente un lavoratore quando si trova a operare in una situazione di pericolo.
Circolari e indicazioni di INAIL, INL e Ministero del Lavoro
Le istituzioni preposte alla vigilanza e prevenzione (INAIL, Ispettorato Nazionale del Lavoro – INL, Ministero del Lavoro) hanno fornito nel tempo chiarimenti che indirettamente riguardano questo tema:
- Indicazioni INAIL sulla sicurezza stradale lavorativa: L’INAIL considera gli incidenti stradali occorsi durante il lavoro (ad esempio mentre si guida un’auto aziendale per servizio) come veri e propri infortuni sul lavoro. Una circolare INAIL del 2015 ha chiarito che in caso di sinistro stradale subito dal lavoratore durante l’uso di un veicolo per ragioni di lavoro, l’evento è coperto dall’INAIL come infortunio professionale. Ciò ribadisce che la strada è “ambiente di lavoro” quando si guida per lavoro, e il veicolo è uno strumento di lavoro a tutti gli effetti. Di conseguenza, le regole di sicurezza sul lavoro (D.Lgs.81/08) si applicano pienamente: un’auto non sicura è equiparabile a un’attrezzatura di lavoro non sicura. L’INAIL nelle proprie guide sottolinea l’importanza della manutenzione preventiva dei veicoli aziendali come misura fondamentale per evitare infortuni.
- Vigilanza dell’Ispettorato del Lavoro (INL): L’INL, in coordinamento con il Ministero del Lavoro, vigila sull’applicazione delle norme di sicurezza. In assenza di una circolare specifica sulle auto aziendali insicure, valgono le regole generali: gli ispettori possono sanzionare il datore di lavoro che mette a rischio i dipendenti con mezzi non a norma. Dal 2021, con le modifiche legislative, l’ispettorato può anche sospendere l’attività aziendale in caso di violazioni gravi di sicurezza, ad esempio attrezzature di lavoro pericolose (un veicolo aziendale con difetti gravi potrebbe rientrare in tali ipotesi).
Da parte del Ministero del Lavoro e di INAIL vi sono spesso anche campagne informative e linee guida (opuscoli, quaderni tecnici) sulla sicurezza nella guida di veicoli aziendali. Tali materiali raccomandano sempre di non utilizzare mezzi non sicuri e invitano sia datori che lavoratori a fermare immediatamente l’attività in caso di dubbi sulla sicurezza, in attesa di verifica e manutenzione. Anche se non ci sono circolari specifiche sul “rifiuto di prendere servizio” in caso di auto insicure, il messaggio degli enti è coerente con la legge: la sicurezza viene prima di tutto.
Anche la giurisprudenza italiana riconosce il diritto del lavoratore di rifiutarsi di svolgere la prestazione in presenza di condizioni di lavoro pericolose non risolte dal datore. Tale rifiuto è legittimo e retribuito se proporzionato al rischio e revocato appena ripristinate le condizioni di sicurezza. In estrema sintesi, le sentenze esaminate dall’autore di questo articolo (Cass. 836/2016, 8911/2019, 2943/2013, 27666/2010) evidenziano che:
- Il datore ha l’obbligo di garantire la sicurezza ex art. 2087 c.c.
- Il rifiuto del lavoratore è legittimo anche in assenza di norme specifiche, se motivato da un rischio concreto.
- La responsabilità del datore può essere anche penale in caso di danni causati da mezzi insicuri.
In altre parole, il lavoratore non è tenuto a sacrificare la propria incolumità per adempiere al contratto.
Cosa può fare il lavoratore in pratica
Di fronte a un’auto aziendale assegnata che non è in condizioni di sicurezza, il lavoratore dovrebbe agire con prudenza ma anche con fermezza. Ecco un piccolo vademecum pratico:
- Segnala subito il problema per iscritto: informa immediatamente il tuo superiore diretto (e il tuo rappresentante sindacale) o direttamente il datore di lavoro che il veicolo presenta gravi difetti di sicurezza (es. “gli pneumatici dell’auto aziendale targa XX risultano lisci oltre i limiti, ciò comporta pericolo”). Fallo per iscritto (email, messaggio WhatsApp aziendale, PEC), così da lasciare traccia. Questa segnalazione è un tuo dovere e allo stesso tempo una tutela, perché mette formalmente al corrente l’azienda.
- Documenta le condizioni insicure: se possibile, raccogli prove oggettive. Ad esempio, scatta fotografie agli pneumatici usurati, al tachimetro se segnala anomalie, o ad altre parti difettose. Annota date, orari e dettagli (magari anche in un verbale aziendale, se presente). Se colleghi di lavoro sono testimoni del problema, prendi nota dei loro nomi. Queste prove saranno utili in caso di contestazioni, per dimostrare che il rischio era reale.
- Non utilizzare il mezzo finché è pericoloso: esercita il tuo diritto di rifiutare la prestazione rischiosa. Comunica al datore che, fintanto che l’auto non sarà resa sicura, non puoi guidarla perché sarebbe contrario sia alle norme di sicurezza, sia al Codice della Strada (che vieta di circolare con quel tipo di inefficienza). Offriti comunque di restare a disposizione per altre attività non pericolose: ad esempio, proponi di utilizzare un altro veicolo funzionante se disponibile, oppure di svolgere temporaneamente compiti alternativi. In tal modo dimostri buona fede e collaborazione, rifiutando solo ciò che è pericoloso.
- Consulta l’RLS o gli organismi di sicurezza interni: nella tua azienda è sicuramente presente un RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza). Informalo della situazione. L’RLS può farsi portavoce del problema nei confronti dell’azienda e chiedere un intervento immediato. Anche il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) aziendale dovrebbe essere messo a conoscenza di una criticità grave come un automezzo non sicuro. Coinvolgere questa figura, in modo diretto o per il tramite del tuo rappresentante sindacale, crea una pressione positiva sul datore di lavoro affinché risolva il problema.
- Rivolgiti alle autorità se necessario: se il datore di lavoro ignora la segnalazione e insiste perché tu utilizzi comunque l’auto insicura, puoi (dopo aver avvisato che intendi farlo) rivolgerti agli enti di controllo. Puoi presentare un esposto o una segnalazione all’ASL locale – Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPRESAL) o all’Ispettorato Nazionale del Lavoro territoriale. Questi organi possono effettuare un sopralluogo e, se riscontrano l’irregolarità, imporre all’azienda di mettere a norma il veicolo o addirittura sospendere l’attività fino a rettifica. Anche le forze dell’ordine (Polizia Stradale, Carabinieri) se fermano un veicolo aziendale non a norma possono sanzionare il datore di lavoro in quanto proprietario e responsabile, ma attenzione alla patente! Anche se il datore di lavoro pagherà la multa, la decurtazione dei punti avverrà sulla tua patente! Motivo in più per rifiutarti di uscire con un’auto non a norma.
- Non cedere a pressioni illecite: è possibile che, di fronte al tuo rifiuto, qualcuno in azienda tenti di minimizzare (“puoi guidarla lo stesso, non è così grave”) o di farti pressione (“se non vai, avrai problemi”). Mantieni la calma e ribadisci che la legge ti tutela in queste circostanze: non stai rifiutando per capriccio ma per un obbligo di sicurezza. Puoi ricordare, con rispetto, che il D.Lgs.81/08 vieta al datore di sanzionare un lavoratore che si allontana da un pericolo grave. Spesso far capire di conoscere i propri diritti e citarli aiuta a dissuadere da provvedimenti ingiusti.
- Conserva la documentazione di tutto: tieni copia di tutte le comunicazioni (email inviate/ricevute, ordini di servizio, eventuali lettere). Se ci sono stati ordini verbali, annotali con data e ora. Questa documentazione sarà fondamentale qualora il datore di lavoro adottasse comunque misure disciplinari: potrai dimostrare che il tuo comportamento è stato legittimo e motivato dalla necessità di evitare un pericolo.
- Assistenza sindacale: se malauguratamente ti venisse contestato un provvedimento disciplinare per il rifiuto, non firmare dimissioni o accordi frettolosamente. Rivolgiti subito a un nostro rappresentante sindacale. Le sentenze citate sopra dimostrano che la giustizia spesso reintegra e risarcisce i lavoratori puniti ingiustamente per essersi rifiutati di rischiare la vita. Un sindacalista potrà aiutarti a impugnare il provvedimento, citando le norme (D.Lgs.81/08, art.44) e la giurisprudenza a tuo favore.
In conclusione, sì, un lavoratore può legittimamente rifiutare di prendere servizio usando un’auto aziendale insicura. Questo rifiuto non solo è consentito, ma è coerente con i principi di legge che tutelano la vita e la salute sul lavoro. Naturalmente va esercitato con responsabilità: comunica sempre, documenta tutto e mantieniti disponibile a lavorare in condizioni sicure. La legge italiana, supportata anche da circolari e sentenze, è dalla tua parte in materia di salute e sicurezza: nessuno può obbligarti a lavorare in condizioni di pericolo grave. Se fai valere i tuoi diritti in modo corretto, contribuirai anche a migliorare la sicurezza per te e per i tuoi colleghi.



