Riferimenti normativi principali
In Italia la tutela della salute e sicurezza sul lavoro è regolata dal D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81 (Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro). Questo decreto impone al datore di lavoro di garantire condizioni di lavoro sicure, adottando tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori. Il datore di lavoro deve fornire attrezzature di lavoro idonee e sicure, mantenute in buone condizioni tramite adeguata manutenzione (art. 71 D.Lgs.81/08). Anche il Codice Civile (art. 2087) sancisce un obbligo generale di sicurezza: il datore di lavoro deve adottare tutte le misure necessarie, secondo esperienza e tecnologia, per proteggere i lavoratori. Inoltre, l’art. 20 del D.Lgs.81/08 prevede che ogni lavoratore debba prendersi cura della propria sicurezza e segnalare immediatamente al datore di lavoro o ai preposti eventuali deficienze nei mezzi di lavoro o situazioni di pericolo di cui venga a conoscenza.
Va ricordato che mettere a disposizione un’auto aziendale non a norma (ad esempio con pneumatici lisci, freni non funzionanti o altri gravi difetti) significa violare gli obblighi di sicurezza sopracitati. In caso di incidente stradale causato dalla mancata manutenzione del veicolo aziendale, la responsabilità ricade sull’azienda: queste situazioni configurano una violazione della normativa prevenzionistica, in contrasto con le norme citate poc’anzi.
Obblighi del datore di lavoro
Il datore di lavoro ha precisi obblighi verso i lavoratori per quanto riguarda i mezzi aziendali utilizzati per lavorare:
- Valutazione dei rischi: deve valutare nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) anche i rischi legati all’uso dell’automezzo aziendale durante il lavoro (rischio stradale). Di conseguenza, deve pianificare misure di prevenzione e protezione adeguate (ad esempio controlli periodici sul mezzo, sostituzione tempestiva di pneumatici usurati, ecc.).
- Manutenzione e conformità dei veicoli: è tenuto a fornire veicoli conformi alle norme di sicurezza e al Codice della Strada (che proibisce, ad esempio, la circolazione con pneumatici oltre il limite di usura). Deve assicurarsi, con controlli regolari, che l’auto aziendale sia in stato di efficienza prima di affidarla al dipendente. Una sentenza di Cassazione ha affermato che rientra nei compiti del datore di lavoro verificare l’efficienza del veicolo (in particolare lo stato degli pneumatici) prima di consegnarlo al lavoratore. Se omette questi controlli e il mezzo è in condizioni inadeguate, l’azienda può essere ritenuta responsabile di eventuali incidenti.
- Informazione e formazione: deve informare il lavoratore sui rischi specifici legati all’uso del veicolo e fornire formazione sulle procedure di sicurezza alla guida. Ad esempio, devono essere date istruzioni su come verificare le condizioni del mezzo (controllo di pneumatici, freni, ecc.) e su cosa fare in caso di guasto o pericolo.
- Vigilanza: il datore deve vigilare affinché i lavoratori utilizzino il veicolo in modo sicuro e rispettino le norme. Ciò include anche il non pretendere che un dipendente utilizzi un mezzo aziendale che presenti problemi di sicurezza noti. Se il lavoratore segnala un difetto grave, il datore deve intervenire tempestivamente (riparazione, sostituzione del veicolo) prima di far riprendere la marcia. In base alla normativa, il datore di lavoro ha l’obbligo non solo di predisporre misure di sicurezza, ma anche di farle rispettare e correggere eventuali inosservanze o condizioni pericolose.
Diritti e doveri del lavoratore
Un segnale di allarme rosso: i lavoratori hanno diritto di allontanarsi da un pericolo grave e immediato (art. 44 D.Lgs. 81/2008).
Il lavoratore ha certamente il dovere di utilizzare correttamente l’auto aziendale e di prendersene cura, segnalando subito eventuali problemi. Ma ha anche diritto alla tutela della propria sicurezza e a non essere esposto a rischi gravi sul lavoro. Ecco i punti principali riguardanti i suoi diritti e doveri in questa situazione:
- Segnalazione di pericoli: come previsto dall’art. 20 D.Lgs.81/08, il lavoratore deve segnalare immediatamente al datore di lavoro (o al preposto, se presente) qualsiasi criticità o difetto che incida sulla sicurezza del mezzo. Ad esempio, se nota che gli pneumatici sono lisci (sotto il limite di legge del battistrada) deve comunicarlo senza indugio, preferibilmente per iscritto, chiedendo un intervento. Ciò tutela sia il lavoratore sia il datore, mettendolo a conoscenza del problema.
- Diritto di rifiutare una situazione pericolosa: il lavoratore non è obbligato ad accettare un rischio grave e immediato. L’art. 44 del D.Lgs.81/2008 tutela il lavoratore che si trovi di fronte a un pericolo grave, immediato e inevitabile: in tali casi può allontanarsi o rifiutare di esporsi al rischio, e non può subire pregiudizio per questa scelta. In altre parole, se prendere servizio significa dover guidare un’auto chiaramente insicura, il dipendente può legittimamente rifiutarsi di guidarla fino a quando il pericolo non venga rimosso.
- Buona fede e proporzionalità: il diritto di rifiuto non deve diventare un pretesto ingiustificato per non lavorare. La legge e la giurisprudenza richiedono che il rifiuto del lavoratore sia motivato da un rischio reale e sia esercitato in buona fede. Significa che il lavoratore deve agire con correttezza: ad esempio, può rifiutare di utilizzare quell’auto specifica perché pericolosa, ma deve comunque rendersi disponibile a svolgere – se possibile – altre mansioni sicure o attendere che il datore fornisca un mezzo idoneo. Il rifiuto deve essere limitato al tempo strettamente necessario a ripristinare condizioni sicure.
- Nessuna sanzione per chi rifiuta il pericolo: un rifiuto giustificato dalla sicurezza non può essere sanzionato disciplinarmente dal datore di lavoro. Il lavoratore non può essere considerato assente ingiustificato né subire decurtazioni se la sospensione della prestazione è dovuta alla mancanza di misure di sicurezza adeguate. La normativa protegge il lavoratore che agisce per la propria incolumità: nessuna misura punitiva può colpirlo per essersi rifiutato di eseguire un ordine pericoloso. In caso di controversie, sarà valutata la legittimità del rifiuto in base alla gravità del pericolo e alla buona fede del dipendente.
Nella seconda parte di questo articolo, andremo a vedere cosa dice la giurisprudenza e le istituzioni che si sono pronunciate tramite circolari e pareri. Approfondiremo anche tutto quel che il lavoratore può e deve fare se si trova in condizioni di pericolo.



