Hai diritto ad assentarti dal lavoro con il congedo parentale per la cura dei figli fino ai 14 anni di età. L’altra novità del 2026 è il consolidamento dell’indennità maggiorata: fino a 3 mesi pagati all’80% (invece del 30%), da usare entro i 6 anni del bambino. Tuttavia, il numero esatto di mesi a paga piena dipende da quando hai terminato la maternità/paternità obbligatoria. Ricorda sempre: devi rispettare il preavviso di 5 giorni e protocollare la richiesta in azienda. Senza traccia scritta, l’assenza è ingiustificata e sanzionabile.

Come funzionano i mesi all’80%: la progressione temporale
Non tutti i genitori hanno diritto ai 3 mesi all’80%. La normativa ha introdotto questi benefici in modo scaglionato negli ultimi anni. Il criterio fondamentale non è la data di nascita del figlio, ma la data in cui il genitore termina il periodo di astensione obbligatoria (basta anche un solo giorno).
Ecco lo schema esatto per capire quanti mesi all’80% ti spettano oggi:
1 mese all’80%: spetta se hai terminato il congedo obbligatorio dopo il 31 dicembre 2022.
2 mesi all’80%: spettano se hai terminato il congedo obbligatorio dopo il 31 dicembre 2023 (si aggiunge un ulteriore mese rispetto all’anno precedente).
3 mesi all’80%: spettano se termini (o hai terminato) il congedo obbligatorio dopo il 31° dicembre 2024.
Regola d’oro: questi mesi a retribuzione maggiorata non si sommano ai 9 mesi ordinari, ma ne fanno parte, e devono essere goduti tassativamente entro i primi 6 anni di vita del figlio. Superati i 6 anni (o finiti i mesi all’80%), l’indennità torna al 30% fino al compimento del 14° anno.
ATTENZIONE: I TUOI RISCHI E DOVERI – Il diritto al congedo è indisponibile (l’azienda non può negarlo se rispetti i tempi), ma la procedura formale è tutto. Non basta l’accordo verbale con il caposervizio o la centrale operativa. Devi inoltrare la domanda telematica all’INPS e consegnare copia del protocollo al datore di lavoro. Se ti assenti senza aver tracciato la richiesta entro i termini di preavviso, l’azienda può contestarti l’assenza ingiustificata. Questo comporta trattenute in busta paga e sanzioni disciplinari (dal richiamo scritto alla sospensione) che macchiano il tuo fascicolo personale.
Specificità per le guardie giurate e preavviso
Nel settore della Vigilanza Privata, caratterizzato da turni h24 e servizi essenziali, il rispetto del preavviso è vitale per la tua tutela legale e per evitare contestazioni per “abbandono di posto” o mancata copertura.
1. Il preavviso rigido – La legge e la prassi del settore impongono un preavviso minimo di:
5 giorni per il congedo giornaliero (intero turno).
2 giorni per il congedo a ore. Fai attenzione ai conteggi: inviare la richiesta all’ultimo secondo mette in difficoltà la programmazione dei servizi. Anticipa sempre la comunicazione scritta più che puoi, secondo il principio di correttezza e buona fede che regola il rapporto di lavoro.
2. Congedo a ore e turni – Il congedo frazionato a ore è uno strumento potente per le GPG. Ti permette di coprire spezzoni di turno (es. entrata posticipata per accompagnare i figli o uscita anticipata) senza consumare un’intera giornata di ferie. Verifica però la disponibilità dei servizi possibili con la tua azienda. Un congedo a ore potrebbe risultare incompatibile con alcune tipologie di servizio.
3. Domeniche e festivi – Il congedo parentale può essere richiesto anche di domenica o nei giorni festivi, se lavorativi da turno. È un tuo diritto. Tuttavia, l’uso sistematico e “chirurgico” del congedo solo nei weekend potrebbe accendere un campanello d’allarme in azienda. Assicurati che l’assenza sia sempre legata a effettive esigenze di cura del minore: utilizzare il congedo per svolgere altre attività può portare al licenziamento.

Domande Frequenti
Il datore di lavoro può rifiutare il congedo?
No. Se rispetti il preavviso di legge (5 giorni per giorni interi, 2 per le ore), il datore di lavoro deve concederlo. Non ha potere di veto. Può al massimo cercare un accordo per una diversa collocazione oraria in casi eccezionali, ma il diritto resta in capo al genitore.
Cosa succede se il padre non prende il congedo?
Se il padre non fruisce di almeno 3 mesi, la coppia non può accedere all’estensione della durata massima complessiva (da 10 a 11 mesi).
Fino a che età posso chiedere il congedo?
Dal 2026, il limite per fruire del congedo parentale è stato alzato ai 14 anni del figlio (o dall’ingresso in famiglia per adozioni/affidi, fino al massimo al 18° anno). Tuttavia, ricorda che la retribuzione all’80% spetta solo se usata entro i 6 anni; tra i 6 e i 14 anni spetta il 30%.
I 3 mesi all’80% spettano a entrambi i genitori?
Il diritto ai 3 mesi con retribuzione maggiorata spetta alla coppia, non al singolo genitore. Quando si inoltra la domanda all’INPS bisogna ricordarsi di indicare che si ha diritto all’indennità maggiorata.
Posso chiedere il congedo mentre sono in malattia?
No, non sono cumulabili nello stesso giorno. La malattia sopravvenuta interrompe il decorso del congedo parentale, ma devi attivarti subito: avvisa l’azienda e l’INPS per cambiare il titolo dell’assenza. Nota bene: durante il congedo parentale non sei soggetto alle fasce di reperibilità della visita fiscale, ma se passi in malattia, tornano in vigore gli obblighi di reperibilità.
Posso prendere il congedo sul giorno di riposo?
No, stesso discorso della malattia. Il congedo sul giorno di riposo non viene retribuito.
Fonti e approfondimenti
Consulta lo schema del congedo parentale elaborato dall’INPS
Sei un lavoratore autonomo? Visita il sito INPS per saperne di più sul congedo parentale.



