Cosa prevede la legge
Negli ultimi due anni, l’Italia ha introdotto un nuovo sistema di protezione per i malati oncologici e per chi è guarito da un cancro. Con due provvedimenti legislativi distinti ma fortemente connessi – la Legge n. 193/2023 sull’oblio oncologico e la cosiddetta “Legge Salva-Lavoro” approvata nel luglio 2025 – il legislatore ha voluto garantire un percorso di tutele che accompagna la persona durante e dopo la malattia, con particolare attenzione al mondo del lavoro.
Queste norme rappresentano una risposta concreta a una doppia esigenza: da un lato, evitare che la malattia oncologica diventi motivo di discriminazione una volta guariti; dall’altro, tutelare chi si trova ancora nel pieno del percorso terapeutico, garantendogli strumenti per non perdere il lavoro e per curarsi senza subire ulteriori svantaggi economici o professionali.
Il diritto all’oblio oncologico
La Legge n. 193 del 7 dicembre 2023 introduce il diritto all’oblio oncologico, ovvero la possibilità, per le persone guarite da un tumore, di non essere obbligate a dichiarare la propria precedente condizione clinica nei colloqui di lavoro, nei concorsi pubblici o nella stipula di contratti assicurativi e bancari.
Questo diritto matura:
- dopo 10 anni dalla conclusione del trattamento attivo, se non vi sono state recidive;
- dopo 5 anni, se la malattia è insorta prima del compimento dei 21 anni.
La legge vieta espressamente che possano essere richieste informazioni relative alla pregressa patologia oncologica nei contesti lavorativi, selettivi e contrattuali, se sono trascorsi i tempi previsti. Il rispetto di tale divieto è sottoposto alla vigilanza del Garante per la protezione dei dati personali.
Per esercitare questo diritto, è possibile richiedere gratuitamente un apposito certificato presso il proprio medico di medicina generale, un medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o una struttura sanitaria pubblica o convenzionata. Il certificato, privo di riferimenti alla malattia, deve essere rilasciato entro 30 giorni dalla richiesta.
La Legge “Salva-Lavoro”: tutele durante la malattia
Approvata in via definitiva l’8 luglio 2025, la Legge “Salva-Lavoro” entrerà in vigore il 1° gennaio 2026. Questo provvedimento si rivolge ai lavoratori oncologici ancora in cura e introduce una serie di misure innovative.
Tra queste, la più rilevante è la possibilità di richiedere un congedo straordinario, continuativo o frazionato, della durata massima di 24 mesi. Durante questo periodo il lavoratore conserva il proprio posto, ma il congedo non è retribuito né valido ai fini della maturazione dell’anzianità o dei contributi pensionistici. Il riscatto dei contributi è possibile, ma interamente a carico del lavoratore. Questo punto ha suscitato diverse critiche, perché rischia di rendere il diritto accessibile solo a chi può permetterselo economicamente.
Dal 2026, inoltre, i lavoratori oncologici (e i genitori di minori con patologie simili) potranno beneficiare di 10 ore annue di permessi retribuiti aggiuntivi, specificamente dedicati a visite, esami o cure mediche, in aggiunta alle tutele già previste, come i permessi della Legge 104.
Altra novità importante è il diritto di precedenza nell’accesso allo smart working per i lavoratori oncologici che rientrano dopo un periodo di congedo, qualora le mansioni lo permettano.
Anche i lavoratori autonomi sono inclusi in questo impianto di tutele: la nuova normativa raddoppia i giorni di sospensione dell’attività lavorativa per motivi di salute, portandoli da 150 a 300 giorni annui, sempre senza retribuzione ma con la possibilità di riprendere l’incarico al termine del periodo di assenza.
Un sistema integrato di protezione
L’aspetto più innovativo di questo nuovo quadro normativo è la sua natura integrata. Le due leggi non operano separatamente, ma agiscono in modo coordinato per garantire un accompagnamento costante della persona: dalla fase della diagnosi, passando per il percorso terapeutico, fino alla piena guarigione.
Non si tratta solo di evitare il licenziamento o di impedire domande discriminatorie: si costruisce un sistema di diritti che afferma con forza un principio fondamentale, ovvero che nessuno deve essere definito o limitato dalla propria condizione di salute, presente o passata.
Conclusioni
Il diritto all’oblio oncologico e la legge “Salva-Lavoro” segnano un profondo cambiamento culturale e giuridico. Oggi, chi ha avuto o ha un tumore ha diritto non solo alla cura, ma anche a una vita lavorativa dignitosa, libera da pregiudizi, interruzioni forzate o esclusioni ingiustificate.
Restano aperte alcune sfide: garantire l’effettiva attuazione delle norme, rafforzare la copertura economica del congedo e aggiornare costantemente l’elenco delle patologie interessate, in base all’evoluzione della medicina.
Tuttavia, il messaggio che emerge è chiaro: la guarigione deve coincidere con la possibilità di ripartire, anche sul piano lavorativo. E la legge, finalmente, ha cominciato a riconoscerlo.



