Una guardia giurata è deceduta schiacciata da un pesante cancello scorrevole mentre era in servizio di controllo nell’area della stazione ferroviaria di Tufara Valle, ad Apollosa (Benevento). La dinamica è al vaglio delle autorità.
Giampiero Bellusci, Segretario Confederale UGL, dichiara:
“Non è accettabile che in Italia si continui a morire di lavoro. Esprimiamo cordoglio alla famiglia e vicinanza ai colleghi. Da ex guardia giurata conosco bene i rischi del mestiere: per questo chiedo a gran voce accertamenti rapidi sulle responsabilità e, soprattutto, interventi immediati perché fatti simili non accadano più.”
Il rischio specifico delle guardie giurate e il lavoro in solitaria
Il lavoro delle GPG presenta un doppio fronte di rischio:
- Aggressioni e rapine nei contesti sensibili.
- Lavoro in solitaria, spesso durante ronde, aperture/chiusure di cancelli e controlli in siti isolati o in cantiere: l’assenza di contatto con altri lavoratori moltiplica il rischio e ritarda i soccorsi.
Per questo il rischio “lavoro in solitudine” deve essere valutato e gestito nel DVR con misure organizzative e tecniche adeguate (procedure, formazione mirata e dispositivi di allarme “uomo a terra”).
Le richieste dell’UGL
- Obbligo della doppia unità per i servizi di pattugliamento.
- Dotazione obbligatoria di dispositivi “uomo a terra” e sistemi di tracciamento in tempo reale per i turnisti isolati.
- Procedure di intervento ed escalation con tempi massimi di risposta, copertura radio/telefonica ridondata e geolocalizzazione; formazione specifica sul lavoro in solitaria.
- Verifiche strutturali e manutentive su cancelli/portoni/serrande in tutti i siti presidiati, con registro controlli e responsabilità chiare del committente.
- Aggiornamento dei DVR e delle gare/contratti di servizio: introdurre clausole vincolanti su presidio doppio, dotazioni di sicurezza e tempi di soccorso.

Iniziative
UGL avvierà una richiesta di incontro urgente alla Prefettura di Benevento, all’EAV e all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per chiedere la definizione di un protocollo operativo territoriale sul lavoro in solitaria specifico per la vigilanza privata.
“Dove il rischio è alto si deve lavorare in due; ovunque, dispositivi di allarme e procedure di soccorso certe e tempestive,” conclude Bellusci.



