La guardia giurata i limiti di velocità li deve rispettare sempre, punto. Se un controllo aziendale richiede più tempo, se la procedura di ritiro valori si allunga, se c’è traffico per incidente o lavori stradali, non è compito tuo “recuperare” correndo, passando col rosso o facendo sorpassi azzardati. Quando il capo servizio ti chiede perché sei in ritardo, la risposta corretta è: “ho rispettato i limiti di velocità e le procedure di sicurezza”. Il tuo dovere è lavorare in sicurezza, non fare il pilota di rally.

Non siamo corrieri: cosa vuol dire davvero
Nel linguaggio delle centrali operative gira spesso la frase: “state in giro, non state fermi, quindi dovete coprire tutto il giro in orario”. Sottinteso: arrangiati. Ma tu non sei un postino, né un corriere espresso.
La guardia giurata svolge un servizio di sicurezza: pattuglia aziende, interviene sugli allarmi, trasporta valori. Ogni ritardo può dare fastidio al cliente, ma nessuna “tabella tempi” può trasformarti in un missile su quattro ruote.
Il rischio più grande che corri ogni giorno non è “fare tardi”, ma fare un incidente mentre ti sposti per lavoro. La regola di base è semplice: tu devi fare il possibile entro l’orario di lavoro stabilito, ma sempre nel rispetto del Codice della Strada e delle procedure aziendali. In alcuni casi possono chiederti di allungare l’orario di lavoro, ma non può accadere ogni giorno. Il resto è pressione indebita.
Limiti di velocità, multe e responsabilità: chi paga davvero
Qui sgombriamo il campo da un’illusione pericolosa: se superi i limiti, passi col rosso o fai una manovra vietata “perché avevi fretta per terminare il giro”, davanti alla legge ci sei tu, non il capo servizio.
Le sanzioni per violazioni del Codice della Strada colpiscono il conducente. Se dovesse accadere un incidente grave, entrano in gioco anche responsabilità penali e civili personali, a prescindere dal fatto che eri “in servizio” o seguivi disposizioni di un superiore.
Allo stesso tempo, l’azienda ha il dovere di organizzare il lavoro in modo sicuro: pianificare giri realistici, prevedere i tempi di carico/scarico valori, considerare traffico, zone critiche, orari di punta. Se ti danno un giro impossibile, l’errore è organizzativo, non tuo. Tu non sei obbligato a violare la legge per compensare i buchi di programmazione.
Pattugliamento e controlli aziendali: meglio un controllo fatto bene che una corsa folle
Chi fa il pattugliante lo sa: alcuni siti richiedono più tempo. Magari ci sono più varchi da verificare, punti sensibili sparsi, registri da compilare o anomalie da segnalare.
In queste situazioni, o fai un controllo serio oppure fai finta per sbrigarti. E fare finta, in ambito si sorveglianza e sicurezza, è una bomba a orologeria: se succede qualcosa, il primo ad essere messo in mezzo sei tu.
Meglio restare quindici minuti in più nel sito da vigilare per finire un giro come si deve, spiegando poi alla centrale i motivi del ritardo, piuttosto che barare sui controlli e poi pregare che non succeda nulla. Il tuo compito è garantire sicurezza, non rispettare un cronometro irreale.
Trasporto valori: procedure lente? È normale, non una colpa
Nel trasporto valori i tempi si allungano facilmente:
– attese in filiale perché il cliente è occupato
– verifiche sui sacchi, sulle distinte o sui sigilli
– problemi con le casseforti
– controlli aggiuntivi in zona per motivi di rischio
Ogni passaggio “saltato” per recuperare qualche minuto è un rischio in più per te, per i colleghi e per il denaro che trasporti. Se la procedura prevede un certo tempo, quel tempo serve a ridurre il rischio di rapina e di errore.
Il ritardo, in questi casi, è un effetto collaterale della sicurezza, non una tua mancanza di impegno. Anche qui, la frase chiave da avere in tasca è: “ho seguito le procedure di sicurezza previste”.
Traffico, incidenti, lavori stradali: la realtà non sta dentro una tabella
Altro tema concreto: il traffico.
Incidente, lavori stradali, deviazioni improvvise: tutto questo non sparisce solo perché la centrale ha fatto un planning “sulla carta”. Il tempo di percorrenza non è mai un dato certo.
Se la realtà ti rallenta, la soluzione non è:
– correre oltre i limiti
– fare sorpassi azzardati
– “forzare” semafori o stop
La soluzione è comunicare: informare la centrale, spiegare la situazione, chiedere che il giro sia rimodulato. Chiedi l’intervento del tuo sindacalista di fiducia. Se serve, annota nel rapporto che c’erano lavori, code o incidenti. Quei dettagli, un domani, potrebbero fare la differenza in caso di contestazioni disciplinari.
Come rispondere al capo servizio quando ti chiede del ritardo
Qui arriviamo alla scena tipica: rientri in sede o chiami la centrale, e parte la domanda: “perché sei in ritardo? Non sei ancora arrivato al punto X”.
Risposta senza sensi di colpa e senza romanzi:
- “Ho rispettato i limiti di velocità e il Codice della Strada.”
- “Il controllo in azienda X ha richiesto più tempo per un motivo concreto.”
- “Sul tratto Y c’era traffico per incidente/lavori, come da segnalazioni.”
Se qualcuno ti fa capire che “dovevi correre”, puoi aggiungere in modo tranquillo ma fermo: “Non posso infrangere il Codice della Strada, ne rispondo personalmente. Nell’orario di lavoro faccio il possibile, ma in sicurezza”.
Gli “ordini” che ti spingono a violare le norme non sono legittimi.
Il controllo tramite GPS è legittimo? Ne abbiamo parlato in questo articolo.
PUNTI CHIAVE
- La guardia giurata non è un postino: fa sicurezza, non consegne veloci.
- Limiti di velocità, semafori e segnaletica si rispettano sempre, anche se sei in ritardo.
- Pattugliamenti e trasporto valori richiedono tempi tecnici: non si “tagliano” le procedure.
- Traffico, incidenti e lavori stradali non sono colpa tua: vanno comunicati e annotati.
- Alle pressioni del capo servizio rispondi con calma: “Ho rispettato la legge e le procedure di sicurezza”.

Domande frequenti (FAQ)
Devo correre se la centrale mi dice che sto accumulando ritardo?
No. La richiesta di “recuperare” il ritardo non ti autorizza a violare il Codice della Strada. Superare i limiti, fare sorpassi pericolosi o passare col rosso resta una tua responsabilità personale, anche se lo fai per lavoro. Tu devi fare il possibile entro l’orario di servizio, ma sempre nel rispetto delle norme e delle procedure. Se il giro è oggettivamente impossibile, è un problema di organizzazione, non di “gambe leggere” del lavoratore.
Se faccio un incidente mentre corro per lavoro, l’azienda mi copre?
Non automaticamente. Un conto è l’infortunio in itinere o in occasione di lavoro, che può essere coperto; un altro conto è aver causato l’incidente violando limiti o regole basilari. In quel caso potresti avere comunque responsabilità personali, anche penali. Correre per “fare prima” non ti mette al riparo. Anzi, rischia di aggravare la tua posizione. Meglio un giro più lungo ma regolare, che una corsa contro il buon senso.
Posso rifiutarmi di saltare dei controlli per rientrare nei tempi?
Sì, hai tutto il diritto – e in pratica il dovere – di eseguire i controlli come previsto dalle procedure. Saltare varchi, firme o verifiche per “stare nei tempi” significa lasciare scoperte aree che dovresti presidiare e, se succede qualcosa, rischi di essere chiamato in causa per negligenza. Se il tempo non basta, lo segnali alla centrale, lo annoti nel rapporto e chiedi che i giri siano ripensati.
Come mi tutelo quando ci sono traffico, lavori o deviazioni?
Prima cosa: guida normalmente, rispettando i limiti. Poi comunica. Avvisa la centrale dei rallentamenti, specificando la zona e il motivo (incidente, lavori, chiusura strada). Quando possibile, fai annotare queste informazioni nel registro di centrale operativa o, se previsto, sull’app aziendale. Quelle tracce dimostrano che il ritardo non è dipeso da te, ma da cause esterne. In caso di contestazioni o infortuni, questi dettagli sono oro.
Se il cliente si lamenta dei ritardi, rischio qualcosa personalmente?
La lamentela del cliente di solito ricade sull’azienda, non direttamente su di te. Può darsi che il capo servizio ti richiami, ma finché hai rispettato le norme stradali e le procedure di sicurezza, sei nel giusto. Puoi spiegare, anche per iscritto, cosa è successo (controllo più lungo, attese, traffico) e ribadire che non potevi correre. I veri problemi nascono se, per accontentare il cliente, cominci a violare regole e a “fare finta” sui controlli.
Consulta il codice della strada sul sito ACI
Limiti di velocità: un approfondimento a cura di polizialocale.com



