L’iniziativa “Roma X10 – Idee per il futuro della Capitale”, promossa da UGL Roma presso la Sala Rossa del Municipio Roma VII, ha acceso un confronto ampio sul futuro della città. Tra i temi emersi con maggiore forza, la sicurezza urbana ha avuto un ruolo centrale.
Nel corso degli interventi, il Segretario UGL Roma Ermenegildo Rossi, Il Senatore Marco Scurria, il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Antonello Aurigemma, il responsabile del Dipartimento FDI – Roma “La città della Notte” Fabio Schiuma e il Consigliere Municipale Cristina De Simone hanno richiamato l’importanza di coinvolgere in modo più strutturato anche il comparto della vigilanza privata, soprattutto nei contesti urbani più complessi, nelle periferie, nei luoghi di grande afflusso e nelle aree frequentate da cittadini e turisti.

Roma X10: il lavoro nelle periferie e il tema sicurezza
Roma X10 nasce come piattaforma di confronto sui principali nodi della Capitale. UGL Roma ha presentato il progetto come un percorso articolato su diverse macroaree, tra cui lavoro, mobilità, sicurezza, semplificazione burocratica, riqualificazione urbana, inclusione, giovani e immigrazione.
L’obiettivo è contribuire al dibattito cittadino con proposte concrete per migliorare la vita dei cittadini e dei lavoratori. Nel confronto del 22 giugno, il tema delle periferie è stato collegato in modo diretto alla sicurezza. Non solo come ordine pubblico, ma come qualità della vita, presenza sul territorio, prevenzione, decoro urbano e capacità delle istituzioni di coordinare tutti i soggetti che già operano quotidianamente nella città.
In questo quadro, la vigilanza privata è stata indicata come una risorsa da valorizzare maggiormente. Le guardie giurate sono infatti presenti in molti luoghi sensibili: stazioni, centri commerciali, ospedali, aree aziendali, musei, eventi, zone turistiche e spazi aperti al pubblico.
Vigilanza privata e sicurezza urbana: un ruolo da riconoscere
La vigilanza privata non sostituisce il ruolo e i compiti propri delle Forze dell’Ordine. Questo punto va chiarito con precisione. Il suo ruolo è diverso, ma può essere complementare: osservare, presidiare, segnalare tempestivamente situazioni anomale e contribuire a una rete informativa più efficace.
È proprio su questo piano che assumono valore protocolli come il “Mille occhi sulla città”. Il protocollo si fonda sulla collaborazione informativa tra istituti di vigilanza privata, Forze di polizia e Polizia locale. Il meccanismo prevede che le centrali operative degli istituti possano trasmettere segnalazioni rilevanti alle sale operative pubbliche, secondo procedure definite.
Si tratta di un modello utile soprattutto in una città come Roma, dove la dimensione territoriale, il flusso turistico, gli eventi, il trasporto pubblico e la complessità delle periferie richiedono un sistema di sicurezza il più possibile integrato.

“Mille occhi sulla città”: perché serve renderlo davvero operativo
Durante l’iniziativa è emersa la necessità di non lasciare questi strumenti solo sulla carta. Attuare davvero protocolli come il “Mille occhi sulla città” significa utilizzare canali chiari, stabili e verificabili tra istituzioni, Comuni, Prefettura, Forze dell’Ordine, Polizia locale e istituti di vigilanza.
Il protocollo valorizza i compiti di osservazione delle guardie giurate e prevede forme di collaborazione informativa per segnalare situazioni di interesse per la sicurezza pubblica e urbana, comprese condizioni di degrado o criticità ambientali.
Questo modello può essere particolarmente utile per Roma, dove molti operatori della vigilanza privata lavorano già ogni giorno a contatto con cittadini, attività commerciali, strutture pubbliche e private, luoghi turistici e infrastrutture strategiche.
L’obiettivo non è attribuire nuove funzioni alle guardie giurate, ma riconoscere e valorizzare al meglio il loro contributo professionale. La sicurezza urbana moderna richiede coordinamento. E il coordinamento funziona solo se ogni soggetto conosce il proprio ruolo, i propri limiti e le procedure corrette da seguire.
Sicurezza, periferie e lavoro: una proposta concreta per Roma
Il confronto promosso da UGL Roma ha mostrato che il tema della sicurezza non può essere separato dal lavoro e dalla qualità urbana. Una Capitale più sicura è anche una città che valorizza i lavoratori che ogni giorno contribuiscono al presidio degli spazi pubblici e privati.
Il senatore Marco Scurria ha ringraziato UGL Roma per il lavoro svolto, sottolineando il valore di una piattaforma capace di individuare questioni concrete per il governo della città. L’onorevole Aurigemma ha evidenziato l’importanza del confronto diretto con i cittadini e con le parti sociali, soprattutto quando si affrontano temi centrali come quello della sicurezza. Cristina De Simone ha invece richiamato l’attenzione sulle periferie, ribadendo la necessità di rilanciare i quartieri più lontani dal centro e di rendere Roma sempre più vicina agli standard delle grandi capitali europee.
All’iniziativa ha preso parte anche il Segretario Nazionale di UGL Sicurezza Civile, Enrico Doddi, che a margine dell’evento ha espresso soddisfazione per la riuscita dell’incontro e per l’attenzione dimostrata verso una categoria di lavoratori, quelli della vigilanza privata, troppo spesso dimenticata.
Si tratta di una categoria che, pur operando spesso lontano dai riflettori, ricopre un ruolo fondamentale nella sussidiarietà della sicurezza pubblica. Le guardie giurate contribuiscono ogni giorno al presidio di luoghi sensibili, infrastrutture, attività economiche, contesti urbani e spazi frequentati da cittadini e turisti.
In questo percorso, la vigilanza privata può essere parte della soluzione. Non come scorciatoia, non come sostituzione delle istituzioni, ma come componente qualificata di un sistema più ampio di sicurezza integrata.
Roma ha bisogno di strumenti concreti. “Mille occhi sulla città” rappresenta una base già esistente da rendere più operativa, più conosciuta e più efficace. Per farlo serve un lavoro comune tra istituzioni, parti sociali, imprese del settore e rappresentanze dei lavoratori.

Conclusione
La terza tappa di Roma X10 ha confermato che la sicurezza urbana è una delle questioni centrali per il futuro della Capitale. Periferie, luoghi turistici, spazi pubblici, infrastrutture e aree sensibili richiedono presenza, coordinamento e strumenti operativi concreti.
Il confronto promosso da UGL Roma ha messo in evidenza un punto essenziale: la vigilanza privata non può restare ai margini del dibattito sulla sicurezza. Le guardie giurate operano ogni giorno in contesti delicati e rappresentano una componente importante della sicurezza sussidiaria, al servizio di cittadini, lavoratori, imprese e turisti.
Attuare davvero protocolli come il “Mille occhi sulla città” significa passare dalle intenzioni ai fatti: riconoscere il contributo della vigilanza privata, definire procedure chiare e costruire una collaborazione più efficace tra istituzioni, Forze dell’Ordine, Polizia locale, imprese e rappresentanze dei lavoratori.
Roma ha bisogno di sicurezza, ma anche di lavoro riconosciuto, professionalità valorizzate e responsabilità ben definite. È su questo equilibrio che può costruirsi una Capitale più sicura, più ordinata e più vicina ai cittadini.
⇒ Leggi l’articolo sulla prima tappa di Roma X10.



