Sicurezza Roma: l’intervento di Ermenegildo Rossi a Roma X 10
Durante l’evento Roma X 10, il Segretario della UGL Roma, Ermenegildo Rossi, ha affrontato senza mezzi termini una delle piaghe più sentite dai cittadini e dai lavoratori della Capitale: l’insicurezza urbana. Dalla Stazione Termini alle strade percorse di notte, la percezione del pericolo è reale e tangibile, sia per i residenti che per i turisti.
Nel suo intervento, Rossi ha puntato il dito contro l’atteggiamento dell’amministrazione capitolina, colpevole di scaricare le responsabilità su altri enti statali invece di farsi carico del problema come farebbe “un buon padre di famiglia” per i propri cittadini.
Il potenziale inespresso della vigilanza privata
Il cuore del discorso del Segretario UGL Roma si è concentrato su una risorsa enorme e già disponibile, ma colpevolmente ignorata dal Campidoglio: le guardie giurate.
A Roma operano circa 7.000 addetti alla vigilanza privata con decreto prefettizio. Sono professionisti formati, armati e pronti a operare. Eppure, il Comune di Roma continua a non coinvolgerli attivamente in un piano integrato per la sicurezza del territorio.

Il protocollo “Mille occhi sulla città”: perché Roma dice no?
Rossi ha sollevato una questione politica e operativa cruciale: esiste un protocollo, firmato in Prefettura nel 2011, denominato “Mille occhi sulla città”. Questo accordo prevede l’utilizzo sinergico degli istituti di vigilanza privata per potenziare il controllo del territorio, fungendo da “sentinelle” aggiuntive per le Forze dell’Ordine.
Il paradosso evidenziato dal Segretario è evidente:
Città come Firenze e Milano (e la quasi totalità dei comuni italiani) applicano questo protocollo con successo.
Roma, che ne avrebbe più bisogno di tutte, aderisce solamente su carta.
Conosci la storia giuridica delle guardie giurate? Leggi il nostro articolo per saperne di più!
Investire sui lavoratori per garantire sicurezza a 360 gradi
La richiesta della UGL Roma è chiara: non si tratta solo di aumentare i controlli, ma di valorizzare la figura della guardia giurata. Investire su questi lavoratori significa riconoscere la loro professionalità e integrarli in un sistema di sicurezza partecipata che non lasci zone d’ombra.
Ignorare la disponibilità di 7.000 operatori sul campo è uno spreco che una capitale europea non può permettersi. La sicurezza non si delega: si costruisce utilizzando tutte le forze in campo, e la vigilanza privata è pronta a fare la sua parte.




