Lavorare durante congedo parentale: rischi e sanzioni
Hai il pieno diritto di richiedere l’astensione dal lavoro per assistere tuo figlio nei suoi primi 14 anni di vita. Tuttavia, non puoi assolutamente utilizzare questo tempo per svolgere un’altra attività lavorativa. Il tuo dovere inderogabile è dedicare questo periodo esclusivamente alla cura del minore. Se decidi di lavorare durante il congedo parentale, che sia in nero o con un regolare contratto part-time, violi la fiducia aziendale. Il rischio è immediato: il licenziamento per giusta causa, senza preavviso.
Le regole del congedo e la sentenza della Cassazione
Il congedo parentale è un istituto a tutela della genitorialità, non un periodo di ferie aggiuntivo o un’opportunità di doppio guadagno. L’ordinanza della Cassazione (n. 2618/2025) ha stabilito un principio di tolleranza zero. Chi svolge altre mansioni mentre beneficia dell’astensione rischia il licenziamento disciplinare. Il motivo normativo risiede nella lesione irreparabile del vincolo fiduciario. Il datore ti concede l’assenza con l’esplicita garanzia che tu stia accudendo la prole. Assicurati di comprendere bene questi divieti assoluti:
Nessun lavoro subordinato, anche se con orari completamente sfasati rispetto al tuo impiego.
Nessuna prestazione autonoma o collaborazione occasionale.
Nessun aiuto informale nell’attività commerciale di parenti o coniugi. Se impieghi il tempo per lucrare altrove, tradisci l’azienda e truffi l’INPS. La condotta è sempre considerata fraudolenta e giustifica la sanzione espulsiva.
Rischi e sanzioni: hai il diritto di astenerti dal lavoro per stare con tuo figlio, ma devi rispettare rigorosamente la finalità del congedo. Se presti opera per terzi durante questa assenza, il rischio è il licenziamento per giusta causa in tronco. Inoltre, rischi una denuncia penale per truffa aggravata ai danni dell’INPS, con l’obbligo di restituire tutte le indennità che hai percepito indebitamente.
L’irrilevanza del danno economico e le indagini aziendali
Molti lavoratori pensano erroneamente che, essendo l’indennità pagata in gran parte dall’INPS, l’azienda non subisca danni se il dipendente fa un secondo lavoro. Questa è una grave misconcezione che porta a conseguenze legali disastrose. La giurisprudenza chiarisce che il danno economico diretto non è il fattore determinante. Anche senza una perdita finanziaria, mentire sulla reale motivazione dell’assenza distrugge la fiducia alla base del contratto. L’azienda subisce comunque un grave disagio organizzativo dovendo coprire i tuoi turni. Inoltre, non sottovalutare mai i controlli aziendali. I datori di lavoro hanno il pieno diritto normativo di ingaggiare agenzie investigative private per verificare l’effettivo utilizzo dei congedi. Se l’investigatore fotografa e documenta che stai prestando servizio altrove, il dossier costituirà una prova inoppugnabile in tribunale.
FAQ
Si può fare un lavoro occasionale durante il congedo parentale?
No, in nessun caso. La giurisprudenza del lavoro è ferma e inequivocabile su questo punto: non puoi prestare alcuna opera, né autonoma, né subordinata, né accessoria o occasionale. Il congedo viene erogato dallo Stato esclusivamente per rispondere ai bisogni affettivi e materiali del bambino. Qualsiasi energia fisica o mentale che decidi di spendere in un’attività lavorativa viene considerata sottratta al minore, invalidando di fatto lo scopo del congedo. Svolgere un “lavoretto” per arrotondare mentre si è pagati dall’INPS equivale a una frode.
L’azienda può farmi pedinare da un investigatore privato?
Assolutamente sì. Hai pieno diritto alla tua privacy in ambito domestico, ma l’azienda ha il diritto inalienabile di difendere il proprio patrimonio aziendale e verificare l’adempimento dei tuoi doveri contrattuali. Se il datore di lavoro nutre il fondato sospetto che tu stia abusando del periodo di congedo, può legalmente incaricare un investigatore privato. Il controllo visivo e il pedinamento nei luoghi pubblici sono del tutto legittimi. Le prove raccolte verranno usate per giustificare il tuo licenziamento in sede di contenzioso.
Cosa succede se il secondo lavoro è a titolo gratuito o di volontariato?
Si tratta di una situazione fortemente a rischio che devi evitare. Anche se non percepisci un compenso economico, l’obbligo principale rimane la cura esclusiva del bambino. Se dedichi ore continuative ed energie a un’attività di volontariato strutturata, stai palesemente distogliendo le tue attenzioni dal figlio, smentendo la necessità originaria del congedo. Sebbene l’assistenza saltuaria possa essere valutata dai giudici caso per caso, la regola d’oro per proteggere il tuo impiego è non assumere impegni incompatibili con l’accudimento continuo.
Rischio sanzioni anche da parte dell’INPS?
Sì, e le conseguenze sono molto pesanti. Se vieni scoperto a lavorare durante il congedo, non affronterai solo il licenziamento. L’INPS interverrà direttamente poiché hai percepito un’indennità economica statale per una motivazione falsa. L’ente previdenziale pretenderà la restituzione integrale e immediata di tutte le somme erogate. A questo si aggiunge un grave rischio penale: sarai passibile di denuncia all’Autorità Giudiziaria per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.
Fonti e Approfondimenti




